Un po’ di storia

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cropped-chiesa-e-convento1.jpgChiesa ed ex Convento di S.Agostino

Fondati nel 1462 da Giovanni di Celano, feudatari di Pietramelara, furono saccheggiati dagli Aragonesi e dai Veneziani nel 1496. Sia la Chiesa che il Convento furono espropriati agli Agostiniani nel 1806 e nel convento passò il Municipio. All’interno della chiesa, ad unica navata, ospita grandi tele del ‘700, un San Benedetto attribuito a Paolo de Matteis, una spledida Madonna con Bambino, attribuita al Solimena e tra le altre bellezze un raro e bellissimo gruppo della Pietà in legno policromato. Le stanze superiori della Chiesa ospitano un meraviglioso Museo dell’arte sacra, che può essere visitato a richiesta.

La storia di Pietramelara è antica e nobile. Grazie ad importanti ritrovamenti archeologici si sono rinvenute nel territorio del Monte Maggiore numerose tracce di forme di vita risalenti all’epoca pre-romana. La struttura del centro di Pietramelara testimonia che l’insediamento fu frutto di un’attenta pianificazione che presupponeva una rocca a difesa e controllo del territorio. Il borgo medioevale, cuore del centro storico, si articolava in un complesso radiocentrico il cui asse era rappresentato da un’antica torre longobarda ed il cui perimetro era dato dalla grande cinta muraria stretta da 12 torri. Fondata da Landolfo ed Adenolfo, principi longobardi, nel primo medioevo, Pietramelara fece parte prima dei possedimenti della badia di Montecassino e, successivamente del feudo della limitrofa Roccaromana. Alla morte di Filippo de Roccaromana, il vasto feudo passò in potere della regia corte non molto tempo dopo lo divise e lo dette in concessione. Quindi Pietramelara, fu data a Eduardo Colonna ed in seguito a Federico Monforte, che fecero abbellire il castello trasformandolo da fortezza in un elegante palazzo. Il 13 Marzo 1496, dopo 15 giorni d’assedio, durante i quali il paese fu messo a ferro e fuoco dagli Aragonesi, perirono i 2/3 degli abitanti mentre i sopravvissuti vennero venduti come schiavi. I vincitori lasciarono libere soltanto sette famiglie che iniziarono la ricostruzione sulle rovine della città distrutta. Poco dopo la comunità di Pietramelara risultava eretta in Università con propri statuti e notevoli poteri di pertinenza feudale. I siti architettonici, archeologici e monumentali Segno delle antiche origini della città sono le Grotte di Seiano che sorgono sulle pendici del Monte Maggiore nella fascia compresa tra i comuni di Pietramelara e Rocchetta. Si tratta di un vastissimo complesso sotterraneo di gallerie in muratura che si estendono sino a raggiungere le mura ciclopiche circondanti gli imponenti ruderi.